THC (Terminal Handling Charge)
Il costo del terminal per la movimentazione di un container in porto, applicato sia nel porto di carico sia in quello di sbarco.
Definizione
La THC (Terminal Handling Charge) è il costo del terminal per la movimentazione di un container in porto: carico e scarico dalla nave e spostamenti nel terminal. Si applica sia nel porto di carico sia in quello di destinazione.
Spesso non è inclusa in una tariffa di nolo «nuda»: verifichi sempre cosa è compreso.
Come funziona in pratica
La THC è il costo del terminal per la movimentazione del container: trasferimento dalla nave al piazzale e viceversa, operazioni di gru e spostamenti nel terminal. Si paga due volte (nel porto di carico, OTHC, e in quello di sbarco, DTHC) e non è inclusa nel nolo marittimo, a meno che l’offerta non dica «all-in».
Nei preventivi Tranzit3 la THC compare sempre come voce separata: il cliente vede il prezzo completo del container da porto a porto, non un nolo nudo a cui poi si aggiungono costi.
THC: domande frequenti
A quanto ammonta la THC?
Un importo fisso stabilito dal porto o dalla compagnia per container, in base a dimensione del container e terminal. Nel groupage LCL i costi di terminal si ripartiscono tra gli speditori in proporzione al volume e sono inclusi nella tariffa.
Perché la THC non è inclusa nel nolo?
Le compagnie quotano il nolo separatamente dai costi locali, perché questi sono fissati dai porti e cambiano indipendentemente dal mercato dei noli. Confrontando le offerte, guardi la somma «nolo + THC + documenti», non solo la prima riga.
Chi paga la THC nel porto di carico?
Secondo gli Incoterms: con FOB il venditore; con FCA ed EXW l’acquirente tramite il suo spedizioniere. Conviene indicare esplicitamente nel contratto a chi spetta questo costo, per evitare contestazioni dopo la spedizione.
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